ESORDIENTI 2005, … peccato! E’ mancato l’ entusiasmo …!



Risultato finale: 37-23
Parziali: (6-6) (12/15) (23/19) (37/23)

Pronti a disputare la partita vinta nel girone di andata all’ultimo secondo. Scontato pensare che gli avversari avrebbero fatto di tutto per poter conquistare una partita persa per colpa di un ultimo canestro.
Nostri compagni d’avventura ormai scontati sono Davide e Pietro. I primi due quarti sono stati giocati alla pari e all’intervallo, il vantaggio tra noi e il Carnate era di tre punti.
Poi diciamo che qualcosa ha smesso di funzionare. Forse abbiamo deciso che se per i primi due periodi eravamo andati incontro ai rimbalzi saltando il più in alto possibile, ora sarebbe toccato a loro raggiungerci senza farci scomodare.
Forse abbiamo pensato che fare canestro soli, da sotto fosse davvero troppo facile, mentre colpire ogni angolo del ferro o realizzare bizzarri cross risultasse un comportamento maggiormente degno di noi. Forse abbiamo avuto qualche momento di confusione rimanendo sconcertati davanti ai frequenti contatti fisici con gli avversari. Forse abbiamo pensato che giocare tante palle in solitaria, percorrendo tutto il campo senza alzare la testa e guardare gli altri quattro giocatori in campo, sarebbe stato più glorioso. Forse abbiamo pensato che non sarebbe servito a nulla tentare più rimbalzi difensivi o meglio ancora più rimbalzi offensivi, affinchè potessimo aumentare il nostro distacco sugli avversari. Tutto questo mentre banalmente e con pochissimo spirito collaborativo, gli avversari si dedicavano a trascurabili dettagli quali difendere, correre e segnare.
Forse è stato un misto di tutto questo.
Di sicuro il risultato è stato quello di sedici minuti … diciamo non tra i migliori espressi quest’anno.
E allora? Allora, come sempre, non abbiamo altra soluzione che mettere in campo un po’ più di grinta. Dobbiamo riuscire a correre più a lungo del nostro avversario e a saltare a rimbalzo più in alto di lui. Dobbiamo avere la voglia di tuffarci sul parquet ogni volta che c’è un pallone vagante da recuperare. Dobbiamo capire che anche l’arbitro fa parte del gioco e che un suo fischio sbagliato (o mancato) non è più grave di un tiro da sotto buttato alle ortiche.
E dobbiamo anche imparare a farci rispettare, senza permettere a nessuno di spostarci sotto canestro, proteggendo la palla quando andiamo al tiro o ci muoviamo in palleggio, resistendo ai contatti anche quando l’arbitro non li vede.
Pazienza.
Ormai è andata. La partita è persa. Peccato le qualità per giocarsela alla pari c’erano abbondantemente. Quello che è mancato purtroppo per l’ennesima volta, è stato l’entusiasmo!
← Indietro